Dal 1° gennaio 2025 l'obbligo BACS è in vigore in Italia per gli edifici non residenziali con impianti termici oltre 290 kW, e la direttiva EPBD 2024 lo estenderà agli impianti oltre 70 kW entro fine 2029. La norma UNI EN ISO 52120-1 resta il riferimento che struttura le classi BMS in quattro livelli. Capire questi livelli è uno strumento decisivo per chi gestisce un patrimonio del terziario. Questo articolo descrive ogni classe BMS, distingue norma, obbligo di legge e incentivi e fornisce una guida pratica per diagnosticare la classe reale della vostra gestione tecnica dell'edificio.
Gestione tecnica dell'edificio e le 4 classi secondo la norma UNI EN ISO 52120-1
Che cos'è un BMS e a cosa serve la classificazione?
Il BMS - Building Management System, la gestione tecnica dell'edificio - è il sistema che supervisiona e regola gli impianti HVAC, l'illuminazione e l'ACS di un edificio del settore terziario. Il suo ruolo: gestire la regolazione dei setpoint, seguire il consumo di energia e garantire il comfort. La norma UNI EN ISO 52120-1 classifica queste funzionalità in quattro livelli (A, B, C, D) per misurare il grado di automazione e il suo impatto sull'efficienza energetica. Questa classificazione condiziona la conformità all'obbligo BACS e l'accesso agli incentivi (in Italia il Conto Termico 3.0 richiede almeno la classe B; in Francia è la scheda CEE BAT-TH-116). Due logiche distinte, spesso confuse.
Dalla norma EN 15232 alla UNI EN ISO 52120-1: cosa è cambiato
La UNI EN ISO 52120-1, pubblicata nel 2022, sostituisce la EN 15232. La struttura in quattro classi (A, B, C, D) è conservata. I fattori di impatto energetico sono stati affinati per tipo di edificio e la norma, prima europea, è ora internazionale (ISO). Per i professionisti la lettura resta la stessa: ogni classe descrive un livello di automazione crescente. Ciò che cambia sono i coefficienti di calcolo e l'armonizzazione europea. Questo riferimento è la base su cui poggiano regolamentazione e meccanismi di incentivazione.
BMS di classe D: senza automazione
La classe D corrisponde al livello zero. Nessuna regolazione automatica, nessun cruscotto né monitoraggio dei consumi. I comandi sono manuali: un operatore accende, spegne, regola. Il BMS è assente o disattivato. Questo livello serve da riferimento basso nei calcoli normativi. Confrontare un edificio in classe A con uno in classe D permette di quantificare il potenziale teorico di risparmio. Nessun edificio dovrebbe restare in classe D se un BMS è installato.
BMS di classe C: regolazione standard
La classe C introduce la regolazione automatica di base. Un termostato gestisce la temperatura di setpoint, una programmazione oraria avvia riscaldamento e ventilazione. Manca però la gestione per zona e un quadro di monitoraggio dei consumi per utenza. È il livello più diffuso nel parco terziario esistente. Il BMS funziona, ma non distingue le esigenze di una sala riunioni da quelle di un ufficio vuoto.
BMS di classe B: regolazione avanzata e gestione per zona
La classe B aggiunge la gestione per zona e la regolazione in funzione dell'occupazione. Rilevamento di presenza, programmazione per locale o per zona, coordinamento delle sequenze HVAC: l'edificio adatta la risposta alle esigenze degli occupanti. È il livello richiesto in Italia per la conformità BACS. Il comfort migliora perché la regolazione mira a ogni zona invece di applicare un setpoint uniforme a tutto il piano.
BMS di classe A: regolazione ottimizzata e monitoraggio dei consumi
La classe A rappresenta il livello più alto. La regolazione è ottimizzata: setpoint adattivi, coordinamento completo dell'HVAC, monitoraggio dei consumi per utenza (termica, elettrica, ACS). Il monitoraggio permette di rilevare le derive e di produrre un report energetico utilizzabile. Un BMS di classe A sa misurare ciò che controlla. La prestazione energetica diventa tracciabile. Resta una sfumatura decisiva: la classe A descrive un potenziale, non una garanzia di risparmio energetico. Senza una manutenzione attiva delle sequenze e dei dati, questo potenziale si degrada.
Differenze tra le classi BMS e risparmi energetici associati
Regolazione del riscaldamento, della ventilazione e della climatizzazione
Il perimetro HVAC concentra la maggior parte degli scarti tra classi BMS. Ecco cosa copre ogni livello sui protocolli BMS in riscaldamento, ventilazione e climatizzazione:
| Funzione | Classe D | Classe C | Classe B | Classe A |
|---|---|---|---|---|
| Regolazione dei setpoint | Nessuna | Termostato fisso | Per zona, adattata all'occupazione | Adattiva, predittiva |
| Gestione dell'occupazione | Manuale | Programmazione oraria globale | Rilevamento di presenza per zona | Presenza + anticipazione |
| Coordinamento HVAC | Nessuno | Parziale | Sequenze coordinate | Coordinamento completo |
| Rilevamento delle derive | Nessuno | Nessuno | Allarmi di base | Analisi automatica |
Gestione dell'illuminazione e della produzione di acqua calda sanitaria
L'illuminazione segue la stessa logica di classi: comando manuale in D, programmazione oraria in C, dimmerazione in funzione della luce naturale e della presenza in B e A. La produzione di acqua calda sanitaria è spesso dimenticata nei confronti. La norma però la include: un BMS di classe A ottimizza le fasce di riscaldamento dell'acqua calda sanitaria e rileva i sovraconsumi legati agli anelli di ricircolo mal regolati. La distribuzione termica verso i diversi punti di prelievo può quindi essere adattata alle fasce di uso reale.
Monitoraggio dei consumi e report energetico
La differenza decisiva tra B e A sta nel monitoraggio dei consumi per utenza. La classe A esige un monitoraggio continuo: consumo termico, elettrico e ACS, ripartiti per zona o per apparecchiatura. Questo report energetico permette di individuare una deriva appena compare. Senza questo dato, dimostrare un risparmio resta impossibile. Un edificio senza monitoraggio per utenza non può pretendere di essere performante: consuma, ma non sa quanto né dove.
I fattori della norma: -30% termico e -13% elettrico in classe A rispetto alla classe C
Classi BMS: i numeri che cambiano le carte in tavola
Fonti: norma EN 15232-1, direttiva (UE) 2018/844, D.Lgs. 48/2020, decreto francese n. 2023-259 sui BACS, ADEME 2024
La UNI EN ISO 52120-1 fornisce fattori di impatto energetico per tipo di edificio, espressi rispetto alla classe C (riferimento 1,00). Per gli uffici, la classe A corrisponde a un fattore di 0,70 sull'energia termica e di 0,87 sull'energia elettrica, cioè -30% termico e -13% elettrico rispetto a un impianto di classe C, in condizioni normative; la classe D è al contrario penalizzata (fattori 1,51 e 1,10), il che allarga ulteriormente lo scarto tra D e A. Questi risparmi servono a dimensionare il potenziale di un sistema BMS capace di ridurre la bolletta complessiva, non a prevedere un risparmio energetico su un dato sito.
Qual è la vera classe del vostro BMS? Griglia di diagnosi sul campo
Il vostro BMS è davvero nella classe dichiarata?
Spuntate ogni funzione operativa nel vostro edificio
La classe del vostro edificio è quella della sua funzione più debole.
| Funzione | Cosa chiede la norma | Cosa succede spesso | OK? |
|---|---|---|---|
| Regolazione dei setpoint | Setpoint adattati per zona (classe B+) | Setpoint unico bloccato tutto l'anno | |
| Rilevamento finestre aperte | Arresto del riscaldamento all'apertura (classe B+) | Contatti mai cablati o scollegati | |
| Gestione dell'occupazione | Regolazione legata alla presenza reale (classe B+) | UTA in funzione 24 ore su 24, notte compresa | |
| Coordinamento delle sequenze HVAC | Sequenze coordinate tra sistemi (classe B+) | Forzature manuali permanenti su più zone | |
| Monitoraggio dei consumi per utenza | Contabilizzazione termica, elettrica e ACS ripartita (classe A) | Contatori scollegati, buchi nei dati | |
| Rilevamento delle derive | Analisi automatica degli scostamenti (classe A) | Nessun allarme configurato o letto | |
| Reporting energetico | Report utilizzabili per utenza e per zona (classe A) | Nessun report, o report non letto |
Regolazione dei setpoint e rilevamento delle finestre aperte
La norma prevede setpoint di temperatura regolati automaticamente già dalla classe B e un arresto del riscaldamento al rilevamento delle finestre aperte. Sul campo: i setpoint restano bloccati su un valore unico tutto l'anno. I contatti finestra sono scollegati o non sono mai stati cablati. Le forzature manuali si accumulano senza che nessuno le rimuova. La messa in servizio iniziale era conforme. Dodici mesi dopo, il BMS di classe B teorica non regola più nulla.
Gestione in funzione dell'occupazione e sequenze HVAC
La norma, per la classe B, impone una regolazione in funzione dell'occupazione. Sul campo: le UTA girano in piena notte, le forzature manuali permanenti sovrascrivono le programmazioni orarie e le sequenze HVAC non sono più coordinate dal collaudo. Il comfort degli occupanti ne soffre quanto la bolletta. Una climatizzazione che funziona in continuo senza legame con la presenza degli occupanti è un sintomo di BMS degradato. Un manuale di gestione ben tenuto riduce in modo significativo questo rischio di deriva.
Contatori e monitoraggio dei consumi: cosa chiede la norma vs cosa funziona
La classe A esige un monitoraggio dei consumi per utenza. Ciò che osserviamo: contatori scollegati da mesi, buchi nei dati su periodi interi, doppioni tra sottocontatori e contatore generale. Risultato: nessuna baseline utilizzabile per misurare i risparmi energetici. Senza dati affidabili, l'ispezione periodica (imposta in Francia dal decreto BACS; in Italia i controlli di efficienza energetica del DPR 74/2013 riguardano gli impianti termici) serve solo a constatare lo scarto tra capitolato e realtà.
La classe raggiungibile dipende anche dalla generazione dei vostri controllori: Xenta per Schneider, IQ3 per Trend, Niagara AX per Tridium.
Come valutare la classe reale del proprio BMS esistente?
Classi BMS: quale livello di controllo per il vostro edificio?
Esplorate ogni classe e i suoi impatti concreti sulla prestazione energetica
La norma EN 15232 definisce quattro classi BMS (A, B, C, D) secondo il livello di automazione. Cliccate su una classe per scoprirne funzioni, risparmi e casi d'uso.
La classe A corrisponde al livello più avanzato: regolazione automatica con ottimizzazione in tempo reale, gestione predittiva e monitoraggio granulare dei consumi.
I setpoint HVAC si adattano automaticamente per zona in funzione dell'occupazione reale e delle previsioni meteo. L'avvio ottimale è calcolato per raggiungere il comfort proprio all'arrivo degli occupanti, senza sprechi.
Tutti i servizi tecnici sono controllati da una supervisione unica. L'interblocco tra riscaldamento e climatizzazione è gestito automaticamente. I programmi orari sono ottimizzati in modo globale.
I sottocontatori per utenza (riscaldamento, freddo, ventilazione, ACS) permettono di identificare le derive in tempo reale. Allarmi automatici segnalano ogni scostamento rispetto alle curve di riferimento.
Gli algoritmi sfruttano lo storico dei consumi e la meteo per anticipare i fabbisogni. L'avvio ottimale può ridurre la punta di potenza del 15-25% a seconda dell'inerzia dell'edificio.
In Francia i dati di contabilizzazione alimentano direttamente le dichiarazioni OPERAT del decreto terziario. La metodologia IPMVP permette di dimostrare i risparmi reali, corretti per le condizioni d'uso e di clima.
In Francia la classe A è l'obiettivo degli edifici soggetti al decreto terziario (-40% nel 2030); in Italia il riferimento è la direttiva EPBD 2024, che impone di riqualificare gli edifici non residenziali meno performanti (16% entro il 2030, 26% entro il 2033) senza necessariamente avviare lavori pesanti.
La classe B integra funzioni di regolazione automatica avanzate con gestione centralizzata, ma senza l'ottimizzazione predittiva della classe A.
Ogni zona dispone del proprio anello di regolazione. I setpoint sono programmati per fasce orarie con passaggio automatico in regime ridotto fuori occupazione.
I programmi orari gestiscono automaticamente la messa in comfort, il ridotto notturno e i periodi di inoccupazione (weekend, ferie). Modifica centralizzata in un punto unico.
Il sistema impedisce a riscaldamento e climatizzazione di funzionare contemporaneamente nella stessa zona. Questo blocco evita gli sprechi frequenti negli edifici mal regolati.
I guasti (sonda fuori uso, valvola bloccata, deriva di temperatura) sono segnalati automaticamente. Il tempo di reazione della manutenzione si riduce notevolmente.
La contabilizzazione copre le voci principali (riscaldamento, climatizzazione, illuminazione) senza granularità per zona. Sufficiente per un monitoraggio annuale, meno adatta all'ottimizzazione continua.
La classe B è il livello minimo richiesto in Italia per gli edifici non residenziali soggetti all'obbligo BACS (impianti termici oltre 290 kW dal 1° gennaio 2025, DM 28 ottobre 2025) e per l'incentivo Conto Termico 3.0. In Francia il decreto non impone alcuna classe e una classe C è ritenuta conforme, ma la classe B è richiesta per il premio CEE BAT-TH-116.
La classe C corrisponde a una regolazione di base: termostati ambiente, orologio semplice, nessuna supervisione centralizzata. È il livello più diffuso nel parco terziario francese.
Ogni zona dispone di un termostato semplice. La regolazione è on/off o proporzionale di base, senza comunicazione con un sistema centrale.
Un orologio meccanico o digitale gestisce accensione e spegnimento. Nessun calendario centralizzato: ogni apparecchiatura ha il proprio orologio, spesso mal sincronizzato.
I guasti vengono rilevati solo dopo le lamentele degli occupanti o durante una visita di manutenzione. Il tempo di reazione può raggiungere diversi giorni, se non settimane.
Nessun sottocontatore: la bolletta annuale è l'unico riferimento. Impossibile identificare quale voce deriva o quale apparecchiatura consuma in modo anomalo.
L'obbligo BACS (direttiva EPBD, recepita in Italia con il D.Lgs. 48/2020) riguarda gli edifici non residenziali con impianti termici oltre 290 kW dal 2025 e, con la direttiva 2024/1275, oltre 70 kW entro fine 2029. In Italia il DM 28 ottobre 2025 richiede almeno la classe B secondo UNI EN ISO 52120-1. In Francia una classe C è ritenuta conforme (guida ministeriale, gennaio 2026), ma una regolazione di base senza monitoraggio orario dei consumi in genere non soddisfa i requisiti funzionali.
La maggior parte del parco terziario francese è ancora in classe C. Il passaggio in classe B è il livello richiesto in Italia dal DM 28 ottobre 2025 e dal Conto Termico 3.0 (in Francia: dal premio CEE BAT-TH-116) e quello che mette al sicuro la copertura delle funzioni richieste dall'obbligo.
La classe D indica un edificio senza alcuna automazione: regolazioni manuali, nessuna programmazione, nessun monitoraggio. È il caso degli edifici datati mai attrezzati.
Valvole, serrande e interruttori sono azionati manualmente. Nessun termostato, nessuna sonda. Il comfort dipende interamente dall'intervento umano.
Le apparecchiature girano in continuo (notti, weekend, ferie). Il riscaldamento può restare acceso a finestre aperte, senza rilevamento né interruzione.
Senza contabilizzazione né trasmissione dei dati, guasti e sregolazioni passano inosservati. Un'apparecchiatura può funzionare a vuoto per mesi senza che nessuno se ne accorga.
Senza regolazione, gli scarti di temperatura tra zone sono rilevanti. Le lamentele degli occupanti aumentano, con impatto su produttività e soddisfazione dei conduttori.
Un edificio in classe D deve salire di almeno un livello (classe C, ritenuta conforme in Francia) e, in Italia, di due (classe B, richiesta dal DM 28 ottobre 2025 e dagli incentivi) per la conformità BACS. L'adeguamento passa dall'installazione di sensori, controllori e di una supervisione connessa.
Un edificio in classe D consuma in media 30-50% in più rispetto a un edificio equivalente in classe A. Il costo dell'inazione supera rapidamente quello dell'adeguamento.
Fonti: norma EN 15232-1:2017, obbligo BACS (D.Lgs. 48/2020, decreto francese 2020), ADEME 2024, fattori di impatto EN 15232 per uffici
La classe reale del vostro impianto BMS si determina dalla funzionalità più debole. Bastano quattro domande per collocare un BMS nella classificazione:
- I vostri setpoint di temperatura sono regolati automaticamente per zona?
- Le vostre sequenze HVAC si adattano all'occupazione dell'edificio?
- I vostri contatori trasmettono dati utilizzabili senza interruzioni?
- La vostra supervisione rileva le derive e genera un report energetico?
Una sola risposta negativa basta a declassare l'intero sistema. La classe BMS scritta nel capitolato vale solo se ogni funzione è operativa.
Conformità BACS, classificazione normativa e incentivi: tre logiche da non confondere
Tre logiche, tre testi, tre conseguenze
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Obbligo BACS
D.Lgs. 48/2020 (Italia) - decreto n. 2020-887 (Francia)
In Italia il D.Lgs. 48/2020 rinvia alle funzioni degli art. 14 e 15 della direttiva EPBD (monitoraggio continuo e analisi dei consumi, rilevamento delle perdite di efficienza, interoperabilità) e il DM 28 ottobre 2025 richiede la classe B secondo UNI EN ISO 52120-1. In Francia il decreto fissa requisiti funzionali (art. R. 175-3 CCH) senza rinviare formalmente a una classe: una classe C è ritenuta conforme (guida ministeriale, gennaio 2026).
Obbligo di leggeNorma UNI EN ISO 52120-1
Riferimento tecnico internazionale
Classifica le funzioni di automazione in 4 livelli (A, B, C, D). Serve da griglia di lettura comune. Nessun valore regolamentare di per sé.
Classificazione tecnicaIncentivi: Conto Termico, TEE
In Francia: scheda CEE BAT-TH-116
In Italia il Conto Termico 3.0 (intervento building automation) richiede almeno la classe B; i Certificati Bianchi (TEE) sono il meccanismo di natura analoga ai CEE francesi, la cui scheda BAT-TH-116 dà diritto al premio solo per i BMS di classe A o B. Conforme all'obbligo BACS non significa incentivabile.
FinanziamentoQuesti tre quadri sono complementari - non sono intercambiabili.
Cosa esige davvero l'obbligo BACS (e cosa non impone)
In Italia il D.Lgs. 48/2020 (art. 4, comma 1, lett. b), n. 3-sexies del D.Lgs. 192/2005) impone, ove tecnicamente ed economicamente fattibile, che dal 1° gennaio 2025 gli edifici non residenziali con impianti termici oltre 290 kW siano dotati dei sistemi di automazione e controllo previsti dalla direttiva EPBD: monitoraggio, registrazione e analisi continua dei consumi con regolazione dei sistemi, rilevamento delle perdite di efficienza, interoperabilità. Il DM 28 ottobre 2025 (requisiti minimi, in vigore dal 3 giugno 2026) fissa la classe B secondo UNI EN ISO 52120-1 come minimo, con tempo di ritorno semplice inferiore a 6 anni. In Francia il decreto BACS fissa requisiti funzionali (art. R. 175-3 CCH) senza rinviare a una classe, e la guida ministeriale (gennaio 2026) ritiene conforme una classe C; la lettura dominante del mercato resta "classe B minimo". L'obbligo impone. Non raccomanda. La regolamentazione mira a un risultato operativo nel terziario: controllare i setpoint e misurare i consumi.
Cosa classifica la norma UNI EN ISO 52120-1 (A, B, C, D)
La UNI EN ISO 52120-1 è un riferimento tecnico. Classifica le funzionalità di automazione e regolazione in quattro livelli (A, B, C, D) secondo il grado di automazione. Questa classificazione normativa serve da griglia di lettura comune. Non ha valore regolamentare di per sé. L'obbligo di legge vi rinvia (in Italia) o se ne ispira (in Francia) per descrivere i propri requisiti, ma la norma UNI e l'obbligo restano due logiche distinte.
Quale classe per gli incentivi (Conto Termico, CEE BAT-TH-116)?
In Francia la scheda BAT-TH-116 esige un sistema BMS di classe A o B ai sensi della norma ISO 52120 per dare diritto ai certificati di risparmio energetico CEE. In Italia la logica è la stessa: il Conto Termico 3.0 (intervento building automation) richiede almeno la classe B secondo UNI EN ISO 52120-1, e i Certificati Bianchi (TEE) sono il meccanismo di natura analoga ai CEE. Un edificio conforme all'obbligo BACS non è automaticamente incentivabile. Viceversa, un sistema incentivabile non dispensa dalla conformità regolamentare. Incentivi e obbligo BACS rispondono a due logiche separate, di finanziamento e di conformità. Per beneficiare dell'aiuto economico, il gestore deve costituire un fascicolo che attesti la classe del sistema.
Le scadenze BACS aggiornate: Italia, Francia e direttiva EPBD 2024
L'obbligo BACS fissa le scadenze di conformità in funzione della potenza nominale dell'impianto HVAC:
- Edifici > 290 kW: conformi dal 1° gennaio 2025 (Italia e Francia)
- Edifici 70-290 kW: la direttiva EPBD 2024/1275 fissa la scadenza al 31 dicembre 2029, da recepire in Italia; in Francia la scadenza è stata rinviata al 1° gennaio 2030 dal decreto n. 2025-1343 del 26/12/2025
- Edifici nuovi: in Francia non interessati dal rinvio; in Italia l'obbligo si applica anche ai nuovi edifici e alle ristrutturazioni importanti
Il rinvio francese non cambia nulla all'obbligo. Sposta il calendario per le potenze intermedie. Il tempo guadagnato è un vantaggio per le imprese che non hanno ancora avviato il progetto di adeguamento. I lavori di adeguamento restano da pianificare fin da ora.
Perché mantenere la classe richiede un monitoraggio operativo continuo?
La distinzione tra potenziale e acquisito riassume tutto. Una classe non si decreta: si mantiene con la supervisione attiva delle sequenze, la rimozione delle forzature manuali e la verifica regolare dei dati di contabilizzazione. La messa in opera di un sistema BMS è solo la prima tappa. Senza un'ottimizzazione gestita quotidianamente, la deriva riprende. Il monitoraggio operativo è l'unica barriera tra la classe scritta nel contratto e quella che l'edificio vive davvero. Questo rigore riduce i costi di esercizio in modo misurabile nel tempo.
Come Foobot rende affidabile e ottimizza il BMS dei vostri edifici?
Consulenza BMS: diagnosticare la classe reale e rimettere in ordine il BMS
La nostra consulenza BMS inizia diagnosticando la classe reale di un impianto BMS esistente. Identifichiamo le forzature manuali attive, le sequenze HVAC sovrascritte e i contatori muti. I consigli dei nostri ingegneri riguardano ogni funzione da riportare al livello previsto dal capitolato, senza lavori pesanti né sostituzione dell'hardware. Rendere affidabili i contatori ristabilisce un monitoraggio utilizzabile. L'edificio ritrova una base solida prima di qualsiasi ottimizzazione. L'azienda può così sfruttare una rete di sensori già presente, da remoto, senza installazioni aggiuntive.
Controllo IA: oltre la classe A con la regolazione predittiva
Quando il BMS è affidabile e l'edificio presenta una complessità reale, il nostro Controllo IA prende il testimone. Un gemello digitale su misura viene addestrato sugli storici dell'edificio, sulla meteo e sull'occupazione. La regolazione predittiva adatta i setpoint ogni 15 minuti, 24/7, integrando l'inerzia termica e l'irraggiamento solare. Il vantaggio: un'efficienza energetica che supera ciò che un BMS di classe A può raggiungere da solo, con un risparmio energetico misurabile. Questo dispositivo controlla la distribuzione di caldo e freddo in ogni zona della rete.
Risparmi misurati secondo il protocollo IPMVP: l'esempio Valeo (-28,6% di consumo HVAC)
Valeo: passaggio in classe A di BMS su un sito terziario di 22.000 m²
Controllo intelligente senza sostituzione degli impianti HVAC esistenti
Sito terziario Valeo (uffici + R&S) di 22.000 m² nella regione di Parigi. Supervisione BACnet esistente, impianti HVAC originali (2012). Obiettivo: raggiungere la classe A di BMS (EN 15232) e ridurre il consumo energetico senza lavori di installazione.
Mappatura completa dei 1.840 punti BACnet esistenti sul sito. Identificazione delle funzioni di regolazione presenti (sequenze orarie di base, setpoint fissi) e degli scarti rispetto ai requisiti della classe A.
Constatazione: il sito funzionava in classe C, con fasce orarie non adattate e nessuna regolazione adattiva sui terminali HVAC.
Connessione alla supervisione esistente e implementazione degli algoritmi di controllo:
• Regolazione terminale adattiva dei ventilconvettori e delle UTA per zona, in funzione dell'occupazione reale
• Ottimizzazione delle sequenze di avvio (preriscaldamento, preraffrescamento) secondo l'inerzia termica dell'edificio e le previsioni meteo
• Gestione dell'intermittenza: regime ridotto automatico in inoccupazione, arresto anticipato a fine giornata
Messa in atto di un piano di misura e verifica conforme al protocollo IPMVP (opzione C) per quantificare i risparmi reali, corretti per le variazioni climatiche e di occupazione.
Messa a punto fine dei parametri di avvio ottimale e delle soglie di commutazione caldo/freddo dopo un primo ciclo stagionale completo.
Validazione della conformità ai criteri della classe A secondo la norma EN 15232:
• Regolazione terminale individuale con rilevamento di presenza e comunicazione tra sistemi
• Gestione ottimizzata della generazione (sequenziamento, adattamento della curva climatica)
• Monitoraggio energetico continuo con rilevamento automatico delle derive
• Reporting automatizzato per gli obblighi normativi (in Francia: decreto terziario, piattaforma OPERAT)
Controllo continuo con adattamento stagionale automatico. Allarmi in tempo reale sulle derive di consumo e sui difetti di regolazione (valvola bloccata, sonda starata).
Revisione trimestrale delle prestazioni con il responsabile tecnico del sito per decidere le ottimizzazioni complementari.
Richiedete una diagnosi BMS per il vostro sito
Fonti: dati rappresentativi di un progetto di controllo BMS nel terziario, protocollo IPMVP opzione C, norma EN 15232-1:2017
Da Valeo abbiamo misurato -28,6% di consumo HVAC secondo il protocollo IPMVP con correzione climatica sui gradi giorno. Questo metodo rende i risparmi energetici verificabili da un terzo indipendente. Nessun risparmio dichiarativo. Una misura verificabile. L'informazione chiave per il gestore: questo risultato è stato ottenuto su un sito industriale terziario la cui rete gas alimentava la produzione di calore, senza sostituzione degli impianti esistenti.
Scegliere la classe BMS giusta per il vostro patrimonio terziario
Troppi gestori puntano direttamente alla classe A quando il loro patrimonio non ha i prerequisiti tecnici. Nell'80% dei casi, passare da una classe C a una classe B basta a catturare la maggior parte dei risparmi energetici, con un investimento molto più ragionevole. La vera domanda non è «qual è la classe migliore?» ma «qual è il miglior rapporto tra risparmi energetici e budget disponibile sul mio edificio?».
Prima di definire un obiettivo, fate uno stato di fatto secondo la norma EN ISO 52120-1. Molti edifici del terziario sono in classe C o D senza che il gestore lo sappia. Identificate le funzioni di regolazione già presenti (programmazione oraria, rilevamento di presenza, regolazione terminale) per misurare lo scarto reale rispetto alla classe obiettivo.
Passare dalla classe C alla classe B aggiunge funzioni di ottimizzazione avanzata (regolazione in funzione della domanda, gestione tra sistemi). È in genere qui che il ritorno sull'investimento è più breve, spesso tra 2 e 4 anni. La classe A esige gestione predittiva e anelli di ottimizzazione continua, il che presuppone un'infrastruttura dati più matura.
Con l'obbligo BACS (direttiva EPBD 2018/844, recepita in Italia con il D.Lgs. 48/2020; direttiva 2024/1275 per la soglia di 70 kW entro fine 2029), gli edifici non residenziali con impianti termici oltre 290 kW devono disporre dal 2025 di un BACS, ove tecnicamente ed economicamente fattibile. In Italia il DM 28 ottobre 2025 fissa la classe B come minimo e la mancata installazione va motivata dal progettista nella relazione tecnica. In Francia nessuna classe è imposta: una classe C è ritenuta conforme, la classe B dà diritto ai CEE, e il decreto non prevede sanzioni economiche specifiche ma l'ispezione periodica rileva gli scarti. Un argomento in più per pianificare la salita di classe fin da ora.
Salire di classe BMS non significa necessariamente sostituire gli impianti. Uno strato software di controllo connesso al BMS esistente (BACnet, Modbus, LonWorks) può attivare funzioni di classe B o A senza lavori sull'HVAC. È la strategia più rapida da implementare su un patrimonio multi-sito.
Cambiare classe BMS senza misurare i risparmi reali significa navigare alla cieca. Esigete una verifica secondo il protocollo IPMVP (International Performance Measurement and Verification Protocol). È l'unico modo per dimostrare che la salita di classe produce risparmi reali, corretti per le variazioni climatiche e di occupazione.
Rif.: norma EN ISO 52120-1, D.Lgs. 48/2020, decreto BACS francese n. 2020-887
Le 5 tappe per raggiungere il BMS di classe A
Cliccate su ogni tappa per vedere il dettaglio operativo
La norma EN ISO 52120-1 definisce quattro classi BMS (D, C, B, A). Portare un BMS esistente dalla classe C o B alla classe A richiede un percorso strutturato. Ecco le tappe concrete.
Un edificio del terziario controllato in classe A secondo la norma EN ISO 52120-1 può raggiungere un fattore di efficienza BMS di 0,70 sull'energia termica e 0,87 sull'energia elettrica (uffici), cioè una riduzione dei consumi dal 13 al 30% rispetto a un BMS di classe C (riferimento 1,00).
Fonti: EN ISO 52120-1:2022, direttiva BACS (UE) 2018/844, ADEME 2024, ritorni di esperienza da progetti terziari in Francia
FAQ - classe BMS
Quali edifici possono integrare una gestione tecnica dell'edificio?
Ogni edificio del settore terziario può integrare una gestione tecnica dell'edificio (BMS): uffici, ospedali, RSA, centri commerciali o siti industriali terziari. Il residenziale collettivo è tecnicamente compatibile ma raramente attrezzato. La pertinenza dipende dalle dimensioni dell'edificio e dalla complessità degli impianti HVAC da controllare.
Quali sono i campi di applicazione di una gestione tecnica dell'edificio?
La gestione tecnica dell'edificio copre riscaldamento, ventilazione e climatizzazione (HVAC), illuminazione, produzione di acqua calda sanitaria, sicurezza antincendio e controllo accessi. Ogni ambito può essere automatizzato e supervisionato in modo indipendente o coordinato, secondo la classe del sistema.
Cosa significa BMS?
BMS significa Building Management System, cioè gestione tecnica dell'edificio. Questo sistema raggruppa controllori, sensori e software che supervisionano e regolano gli impianti tecnici di un edificio: riscaldamento, ventilazione, climatizzazione, illuminazione. Il BMS centralizza i comandi e i dati di funzionamento su un quadro di supervisione.
Qual è l'obiettivo del BMS?
L'obiettivo principale di un BMS è migliorare l'efficienza energetica mantenendo il comfort degli occupanti. Permette un controllo centralizzato degli impianti HVAC e di illuminazione, il rilevamento delle derive di consumo e l'adattamento automatico dei setpoint alle condizioni di occupazione.
Chi installa il BMS?
L'installazione di un BMS è realizzata da un system integrator specializzato nell'elettronica per l'edificio. Questo fornitore si occupa della messa in opera di controllori, sensori e software di supervisione. Programma le sequenze di regolazione e collega gli impianti HVAC. Il posto del BMS nella catena tecnica giustifica un consulente indipendente per verificare la conformità.
Che cos'è un'analisi funzionale BMS?
L'analisi funzionale BMS descrive il comportamento atteso di ogni sistema controllato: sequenze di regolazione, soglie di allarme, interazioni tra funzioni. Questo documento traduce le esigenze del committente in specifiche tecniche per il system integrator. Senza un'analisi funzionale rigorosa, il BMS rischia di non rispondere ai requisiti della classe BMS obiettivo.
Qual è la differenza tra un sistema BMS di classe A e uno di classe B?
Un sistema BMS di classe A integra il monitoraggio dei consumi per utenza e il monitoraggio delle derive energetiche. La classe B gestisce la regolazione per zona e l'adattamento all'occupazione, senza questo livello di reporting. La classe A aggiunge la prova misurabile della prestazione.
Quali norme e incentivi per le diverse classi BMS?
La norma UNI EN ISO 52120-1 definisce le classi BMS (A, B, C, D). In Italia il Conto Termico 3.0 richiede almeno la classe B per l'incentivo alla building automation (in Francia la scheda CEE BAT-TH-116 riguarda solo le classi A o B). L'obbligo BACS (D.Lgs. 48/2020, DM 28 ottobre 2025) fissa gli obblighi regolamentari. Questi tre quadri sono complementari ma distinti.